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Siamo lieti di inaugurare la "vetrina" di Classic2vintage con questo rarissimo pezzo di Italica produzione: uno splendido esemplare di basso Etrurian di Wandrè.

Lorenzo Tanini

Come molti appassionati sapranno, Wandrè era il nome di battaglia di Antonio Pioli, il genio di Cavriago, piccolo centro situato nella pianura padana.

Studioso di ingegneria e artista, prima che liutaio, Pioli cominciò ad interessarsi alle chitarre nella metà degli anni cinquanta e nel 1959 costruì una rivoluzionaria fabbrica tonda, nella quale avrà sede la sua particolare “liuteria”.

Il signor Wandrè è stato l’autore di alcuni fra i più sconvolgenti strumenti di liuteria moderna, sia elettrica (in buona parte strumenti a cassa vuota ma anche varie solid body) che acustica (lo splendido contrabbasso Naika).

Gran parte dei suoi strumenti presentano soluzioni innovative come il manico in alluminio ricoperto di resina PVC e speciali pickups ed elettronica di fabbricazione Davoli con bobina che cambia l’impedenza del pickup, così da poter ottenere da un unico rilevatore due timbriche molto definite, come se i pickup fossero due.

Grazie a questo accorgimento, in combinazione con il controllo toni, le sfumature sonore diventano molteplici e sorprendenti.

Ma la cosa che salta subito all’occhio sono le forme assolutamente inedite e le decorazioni estremamente artistiche e colorate dei suoi strumenti.

Copertina del 45 giri “Chi lo sa” (1966) del gruppo Beat degli Im-Pact, sulla quale campeggiano due Wandré Scarabeo con al centro un Etrurian

E’ il caso dello splendido Basso Etrurian che è oggetto del presente articolo: uno strumento che, come il nome suggerisce, prende ispirazione dalla civiltà etrusca, riproponendo in forme e colore un tipico vaso bucchero e utilizzando le spalle mancanti come richiamo ai manici del bucchero stesso, donandogli anche una forma ricurva che ricorda i Litui etruschi.

Ma anche il manico, il cui diapason è 854 mm, ha una forma che può ricordare vagamente anche il Lituo di Bach, una leggendaria tromba dalla forma estremamente allungata che è stata recentemente ricostruita.

I primi esemplari avevano un unico pickup al manico, controllo tono e volume e un interruttore on-off per il pickup.

Il legno usato per il body è l’ Ayous o Obeche (un tipo di essenza centro africana), body nel quale è ricavata un’ampia camera tonale che conferisce al basso un’estrema leggerezza.

A chiuderla troviamo dei pick-guard che può essere in plexiglass bianco, nero o rosa, oppure in formica color legno con talvolta una decorazione a foggia di giglio fiorentino.

In seguito arriverà anche l’Etrurian con due pickup.

Per maggiori informazioni vi rimandiamo all’ottimo libro “Wandré – L’artista della chitarra elettrica” scritto dal maggior esperto di Wandré, il dott. Marco Ballestri.

L’ Etrurian Basso, concepito da Wandrè in collaborazione con il giovane designer Stefano Beltrami, è innegabilmente un esempio di arte concettuale, dove lo stile moderno si lega mirabilmente al passato e il design si sposa perfettamente con l’ergonomia dello strumento elettrico. 

Ne nasce un’opera indimenticabile, che proseguirà la sua vita nel tempo, passando nelle mani di musicisti attuali e futuri: cosa potremmo desiderare di più per l’arte, se non il suo continuo rinnovarsi per rimanere eterna?

L’esemplare che vi presentiamo nelle seguenti immagini è di proprietà del collezionista Alessandro Marziali, si tratta di una prima edizione con unico pickup e mascherina in formica, senza il tipico copri-paletta in plastica, disegnato anch’esso dal designer Stefano Beltrami in collaborazione con Wandré, che verrà apposto a partire dalla seconda metà del 1965. E’ presente invece la linguetta stilizzata sulla sommità della paletta.

Sono state aggiunte 3 viti, una come rinforzo alla placca del manico e due per spostare l’attacco per la tracolla. Con il tempo e l’uso si è verificata una crepa nella copertura in PVC del manico, tra il terzo e il quinto tasto.

Non essendo stato possibile sostituire il pezzo, data la quasi irreperibilità delle parti di ricambio, ed essendo il manico ottimamente suonabile allo stato attuale, si è preferito non effettuare interventi invasivi ma solo conservativi.

Lo strumento è stato quindi totalmente pulito e revisionato, corde nuove, funziona perfettamente e con la tipica ottima suonabilità.

Per ulteriori informazioni e contatti, rivolgersi ad Alessandro, all’indirizzo [email protected]

Clicca il pulsante e sblocca il video demo che mostra le possibilità sonore del Wandré Etrurian.

Ringraziamenti

Ringraziamo il guppo Facebook Wandré Guitars che, nella persona del dottor Marco Ballestri, ci ha cortesemente fornito materiale informativo e fotografico, nonchè gentile consulenza.

Un ringraziamento doveroso và poi all’artefice di tutto, quel Wandré che ci ha lasciato un patrimonio di arte e innovazione che non manca mai di farci rimanere in stupefatta ammirazione.

C2V

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