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Chitarre Vintage Japan

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Ibanez MC 5000

By Chitarre Vintage JapanNo Comments

Se con la serie Artist 5000 ci troviamo di fronte a modelli usciti in tirature a basso numero, con la Musician 5000 si entra addirittura nel misterioso campo dei modelli storici unici, costruiti in pochissimi esemplari, ognuno differente dall’altro. Nel caso specifico di questa Musician 5000 ne sono conosciuti 3 ma ne è uscito fuori anche un quarto in Germania, acquistato da nuovo nel 1983 presso un negozio di Berlino, il che rende ancora più fitto il mistero: quante sono in realtà le MC 5000 esistenti al mondo?

Lorenzo Tanini

Nella seconda metà del decennio ‘70 la Hoshino Gakki, proprietaria del marchio Ibanez, inizio la produzione di strumenti originali come la Artist, la Iceman e la Musician, che fu messa in commercio nel 1977.

Le varianti dei modelli, come spesso accadeva nella produzione nipponica, erano molteplici e le versioni di punta solitamente erano particolarmente elaborate, costruite con legni selezionati esotici di rara bellezza e ricche di intarsi estremamente complessi.

Lungo le tastiere erano incastonati alberi della vita e su alcuni body si trovavano foglie, infiorescenze e ornamenti vari, così come sulle palette riccamente adornate.

Con la MC 5000 siamo probabilmente davanti al massimo dell’arte ebanistica giapponese: una paletta letteralmente ricoperta da foglie in madreperla, un capotasto addirittura triplice in legno/osso/ottone e un particolarissimo albero della vita che corre lungo un listello in mogano incastonato al centro della tastiera in ebano. All’interno del listello trovano posto i segnatasti a dot e al 21° tasto è stato collocato un ulteriore intarsio, una targhetta con la scritta “Limited Edition” in corsivo. I body sono realizzati con legni sublimi, tra i quali Koa e Zebra Wood e il vertiginoso neck thru è la quintessenza della perfezione.

La storia narra che la MC 5000 fosse stata disegnata appositamente per Jerry Garcia dei Grateful Dead ma che questi non la volle perché eccessivamente pesante per essere suonata dal vivo. Ai tempi Bob Weir, l’altro chitarrista della band, possedeva un suo strumento autografo di produzione Ibanez e la Hoshino Gakki, in collaborazione con Weir stesso e Jeff Hasselberger, decise di realizzare un particolare modello di Musician con parte elettronica speciale da dare appunto a Garcia.

Bob Weir con il modello Ibanez che porta il suo nome

Furono quindi fabbricati i famosi 3 esemplari, che vennero presentati al NAMM di Atlanta del 1978 e in seguito al rifiuto di Garcia i 3 esemplari presero altre strade: uno si trova giustamente nella collezione privata Ibanez, un altro è in possesso del collezionista Orval Engling (conosciuto anche come Mr. Ibanez) e l’altro dovrebbe far parte di una non meglio conosciuta collezione americana. Ma questo è solo il “Mito”, in realtà non si è a conoscenza dell’esatto numero di esemplari prodotti.

Nel maggio 2012 un esemplare, visibile nelle immagini qua sotto e certificato da Bob Weir come quello appartenuto a Garcia, venne messo all’asta a San Francisco. Non è comunque dato sapere con certezza se si tratti veramente di quello appartenuto a Garcia o meno.

Aggiornamento:

Da un recente scambio di commenti tra Orval Engling e Jeff Hasselberger su di un gruppo Facebook, siamo giunti a conoscenza del fatto che le MC 5000 vennero fabbricate in due  mandate, 1977 e 1980 (apparentemente riconoscibili dal tailpiece a forma di nuvola che, nella prima mandata è incassato nel body e nella seconda è appoggiato sopra).

Oltre a questo, Hasselberger ha fornito alcuni interessanti particolari sullo strumento realizzato per Garcia:

“Facemmo una chitarra per Jerry. L’ha suonato in un paio di concerti. Gli piaceva, ma non abbastanza. Il test chiave per riconoscere una autentica Ibanez Garcia sarebbe la presenza di un “Garcia Effects Loop”.  Jerry aveva notato (correttamente) che i pedali rispondevano in modo diverso a diversi livelli di input. Jerry era nel suo periodo dell’ auto-wah in quel momento ed era un tratto molto evidente di quel particolare setup.

La sua soluzione fu di avere un “loop effetti” incorporato nelle sue chitarre.  Il segnale andava direttamente dallo switch dei pickup ai suoi pedali e poi tornava di nuovo nella chitarra tramite un cavo stereo. Al suo ritorno, il segnale andava quindi al volume, al tono e ad altri circuiti di bordo, quindi usciva tramite un cavo standard.

Sono sicuro che abbiamo fatto una chitarra. Non sono altrettanto sicuro che ne abbiamo fatte due. Quello che ricordo è che si trattava fondamentalmente di una Musician MC 5000 standard personalizzata con il circuito degli effetti. In conclusione, se non ha il loop, non è una Jerry Special.”

Siamo anche venuti a conoscenza di un esemplare del 1980 che si trova nella collezione di Joe Deferm, il quale, molto gentilmente, ci ha fornito una bella galleria fotografica del suo raro quanto prezioso strumento e ci ha brevemente raccontato la storia della sua MC 5000:

“Come mi fu detto dal ragazzo da cui ho comprato la chitarra, venne esposta alla Musikmesse di Francoforte alla fine degli anni ’70. Un negozio di chitarre belga chiamato JnR la portò in Belgio dove fu venduta al chitarrista di una band chiamata The Sunrock. 15 anni dopo ho iniziato a suonare con questa band e ho comprato la chitarra.

Sarà stato attorno al 1999 e da allora ce l’ho. Ma solo anni dopo ho scoperto l’intera storia di Bob Weir e Jerry Garcia e mi ci sono voluti anni per risolvere tutti gli enigmi della storia ma non sono ancora riuscito a trovare una foto di Jerry che suona uno dei 3/4 esemplari conosciuti …”

Quanti altre MC 5000 esisteranno? Il mistero si infittisce…

Clicca sul bottone sotto per sbloccare una ricca galleria di immagini di questa splendida Mc5000.

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Westone Rainbow I (third version)

By Chitarre Vintage JapanNo Comments

Il marchio Westone è legato indissolubilmente alla famosa fabbrica di Matsumoku, un nome che nell’immaginario degli appassionati di vintage giapponese è un po’ come la Kalamazoo nipponica.

Lorenzo Tanini

Westone, dicevamo, era probabilmente la proposta high level per eccellenza della produzione Matsumoku, un marchio riservato alla produzione di strumenti di fascia alta e di altrettanto elevata qualità.

Prodotta dal 1983 al 1986, la Rainbow I terza versione è una semi hollow di gran classe, con blocco centrale realizzato in un sandwich di mogano/acero/mogano, che dona sia morbidezza di suono che sustain, dotandola di una voce rotonda e con un ottimo attacco. Il corpo è realizzato in laminato di acero canadese, il manico in 3 pezzi di acero con tastiera in palissandro è eccezionalmente comodo e dotato di una suonabilità assoluta: accordi e fraseggi escono rilassati e precisi, con la massima gioia della mano. Il ponte e il bell’attaccacorde sono in acciaio pieno.

Particolare cura è stata riposta nell’elettronica: i classici 4 potenziometri, volumi e toni individuali per ciascun pickup, sono racchiusi in contenitori di acciaio che impediscono l’ingresso della polvere e schermano il circuito dalle interferenze: oltre ad essere uno strumento silenziosissimo è assente il tipico problema dell’ossidazione e del fruscio dato dal depositarsi della polvere all’interno dei potenziometri.

I pickup sono gli ottimi MMK75 in alnico II (definiti dalle brochure Super Twin 750), un classico dei modelli top made in Matsumoku, che gli appassionati conoscono bene in quanto sono tra le migliori riproduzioni dei PAF Gibson e come tali molto sensibili alle tonalità del legno e alla dinamica del tocco, con un bella e tipica voce rotonda e pastosa.

Strumento dotato di ottimi puliti e che risplende in saturazione, si esalta nei territori della fusion e del jazz e si trova comunque perfettamente a suo agio nel blues, nel funky come nel rock, grazie anche alla perfetta costruzione del blocco centrale e soprattutto alla elevata suonabilità del manico, all’elettronica curatissima e perfettamente schermata e agli splendidi quanto versatili pickup. Uno strumento professionale a tutto tondo, insomma, con una personalità e una voce tutte sue e che fa della poliedricità il suo vanto.

Specifiche:

Version 3 (1983-85?)

As shown in the 1983 catalogue – same as version 2, except for – Different shape on the f holes.

The body is laminated maple, 3 ply Maple neck, centre block is Maple/Mahogany/Maple (ndr: c’è un errore, in realtà si tratta di Mogano/acero/mogano).

Rosewood fingerboard, 24.75 inch scale 22 frets.

Long travel  bridge (All steel), Swiftlok tailpiece (More ornate than the early model).

2 covered Super Twin 750 (MMK 75) pickups, 2 volume and 2 tone controls (All pots shielded in individual steel cans).

Available in Antique Walnut and Antique Maroon.

Clicca il pulsante sotto per sbloccare due interessanti video demo della Westone Rainbow I.

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Orville By Gibson LPSR – 1994 Catalogue Model

By Chitarre Vintage JapanNo Comments

Le chitarre “Orville by Gibson” vennero prodotte in Giappone dal 1988 al 1998 ed erano a tutti gli effetti chitarre Gibson commercializzate per il mercato interno giapponese. La produzione venne gestita da Yamano Gakki e gli strumenti vennero costruiti negli stabilimenti Fuji-Gen Gakki e Terada. Concepite per essere chitarre di alta qualità, univano la rinomata liuteria giapponese all’elettronica originale Gibson.

Lorenzo Tanini

Orville by Gibson 1994 Les Paul Standard Rosewood del 1994, conosciuta come Catalogue Model o anche Exhibition Model.

Queste chitarre furono realizzate nello stabilimento Fujigen per apparire  sulla copertina dell’edizione 1994 del catalogo Orville by Gibson e vennero costruite in un numero limitatissimo.

Strumenti talmente rari da non riuscire praticamente a trovare notizie persino sul web giapponese, ne furono ideati 2 modelli con 2 differenti top: noce e palissandro, come l’esemplare qua sotto presente e, a quanto è possibile capire, ogni pezzo differisce dagli altri in alcuni particolari.

Le voci di corridoio parlano di legni (di prima scelta) forniti direttamente dalla casa madre americana assieme ai pickup ’57 Classic: la qualità dei materiali e costruttiva è visibile e il mogano qua lo estrinseca in tutto il suo lucente splendore.

A lungo ho pensato che la porzione in ebano del binding sulla punta del corno inferiore fosse una riparazione dovuta ad una rottura di assestamento del binding stesso che è invece realizzato in acero, poi vedendo che è presente anche nelle poche foto disponibili di altri esemplari di quella serie mi sono reso conto che si tratta proprio di un effetto voluto. Non che avessi comunque dubbi sulla ormai conclamata perizia dei maestri liutai nipponici ma si tratta in effetti di un vezzo assai inusuale.

Diamo un occhio alle specifiche:

Orville by Gibson LPS-R Limited Edition

Made in Japan 1994

Mahogany body.

Carved Maple top with Rosewood veneer.

One piece Mahogany set neck.

Rosewood Fingerboard.

Maple binding. 22f. Trapezoid inlays in natural MOP.

Gibson pick ups PAF Patent Sticker

Inked serial number

Oil Finish

Full original.

Carved Ebony lower bout.

Rosewood veneer headstock.

Brass truss rod cover.

E’ veramente difficile riuscire a rendere pienamente in fotografia la bellezza dei legni e dei colori, in modo particolare il fascino della madreperla naturale dei segna tasti, la cui tonalità cremosa splendidamente si abbina alle tonalità calde del mogano e del palissandro. La finitura ad olio conferisce al tutto morbidezza al tatto e quella sensuale mielosità tipica degli strumenti vintage: è sicuramente uno strumento che non passa inosservato e che spesso ci si scopre ad ammirare incantati in sacra adorazione.

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Greco 950 “The Shrike”

By Chitarre Vintage JapanNo Comments

Questo sorprendente strumento è un po’ il simbolo del nostro credo, della nostra continua ricerca, del nostro continuo addentrarci nell’arte liuteristica del secondo novecento e non manca mai di affascinare ancora oggi, nutrendo schiere di ammiratori che la osservano in assorta contemplazione, come si fa con un grande vino da meditazione o con un buon cognac ristoratore.

Lorenzo Tanini

Il nomignolo Shrike (in inglese è un modo di chiamare alcuni uccelli) deriva dalla particolare forma dei suoi pick up a V che hanno sortito grande fascino sull’immaginario collettivo, tanto che Tim Shaw, il mitico project designer che fu incaricato della rinascita della Gibson alla fine degli anni 70, ne disegno una sua versione che applicò alla V2, una particolarissima versione di Flying V che vide la luce a fine decennio.

I pickup della 950 erano comunque particolari anche nella progettazione interna, ognuno era composto di due set di 3 bobine ed era possibile splittare la metà di ognuno per combinarli assieme (es. la parte superiore del pickup al manico si poteva combinare con la parte inferiore di quello al ponte). Pickup con un gran suono ma che nel tempo si sono rivelati purtroppo anche piuttosto delicati e praticamente ogni esemplare ha dovuto essere riavvolto.

Il resto della parte elettronica della 950 Shrike consiste nel potenziometro volume e nei 4 selettori per selezionare le varie combinazioni delle bobine dei pickup.

Le Greco 950 furono costruite nella vecchia fabbrica della Teisco a Nagano in Giappone. Dal 1967 al 1969, la fabbrica continuò a produrre strumenti, anche se il contratto con la Teisco era stato chiuso nel 1966. La fabbrica venne rinominata Teisco Gen Gakki e iniziò a produrre strumenti con vari marchi come Greco, Idol e altri, acquisendo grande fama tra gli importatori americani nei tardi anni 60 grazie all’alta qualità produttiva e ai prezzi competitivi.

Chitarra purtroppo praticamente introvabile in Europa e quindi trofeo ambito dai collezionisti, si rivela anche strumento molto versatile, riuscendo a spaziare dal funky, al jazz morbido al rock blues, donando gioia alle orecchie oltre che agli occhi.

Questa è probabilmente la versione più conosciuta e amata delle 950 Shrike: anche qua la presenza del tasto zero denota la tipica simpatia giapponese per le produzioni italiane, mentre manico e paletta strizzano l’occhio alle americane Rickenbacker, le buche romboidali (diamond) sono quelle della Trini Lopez Gibson e il doppio cutaway ha invece il sapore delle inglesi Burns e delle Gibson SG.

C’erano anche i bassi…ma questa è un’altra storia…

Greco “The Shrike” Bass

Gibson Flying V2 by Tim Shaw

Clicca sotto per vedere un interessante video demo della Greco 950.