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Epiphone – Gibson Spirit

By Chitarre Vintage USANo Comments

Con l’arrivo degli anni 80 la Gibson doveva cercare in ogni modo di recuperare un decennio assai gramo, nel quale aveva perso notevolmente smalto e mercato in favore delle ormai note copie di alta qualità fabbricate nel sol levante. L’uomo della provvidenza fu l’ormai celebre Tim Shaw, il quale dovette raccogliere una pesante eredità, con tutte le problematiche che ne derivavano e ad onor del vero fece un ottimo lavoro riportando la qualità là dove ormai latitava da tempo e presentando idee eccellenti come l’ottima riedizione degli humbucker 1959 PAF.
In quel periodo nacque la Spirit.

Lorenzo Tanini

La Spirit era una chitarra basata sulle Les Paul Double Cut Junior e Special e venne inizialmente fabbricata tra il 1982 e il 1983 nello storico stabilimento di Kalamazoo sotto il marchio Epiphone per poi passare a quello di Nashville e venire quindi commercializzata come Gibson fino al 1986, anno in cui venne cessata la produzione.

Tuttavia, a causa delle scarse vendite, anche alcuni degli strumenti marchiati Epiphone vennero rimarchiati Gibson e per questo motivo in quegli esemplari una leggera traccia del marchio originale si può ancora intravedere sotto la scritta Gibson.

La differenza maggiore rispetto ai modelli di ispirazione è l’innesto del manico al ventesimo tasto rispetto che al ventiduesimo come sulle Junior e Special DC.

Tutte le Spirit erano costruite in estrema semplicità per essere chitarre “da palco” con top piatto, manico incollato con segnatasti di tipo dot e uno (Spirit I) oppure due humbucker (Spirit II) riedizione dei Gibson 1959 (soprannominati appunto in seguito Tim Shaw).

Il coperchio del truss rod delle Epiphone riporta la scritta “Spirit Made By Gibson” mentre negli strumenti a marchio Gibson troviamo semplicemente il nome “Spirit”. Le meccaniche sono le tipiche Kluson Tulip ma in alcuni casi si possono trovare meccaniche registrabili tipo le Schaller o le Grover.

I ponti sono quasi esclusivamente Schaller 455, una combinazione di ponte a sellette regolabili individualmente e ponte wraparound.

I legni differiscono, passando dal corpo in pioppo e manico in acero dei primi modelli all’ontano e mogano delle produzioni seguenti, alcune con top in acero fiammato o tigrato e finitura sunburst o transparent mentre altri hanno verniciatura in tinta unita alla nitro.

Differenza sostanziale fra la Spirit I e la II sono il numero di pickup, la colorazione (più spesso tinta unita nelle I e suburst più comune nelle II, anche se nelle immagini sopra abbiamo pure la tipica eccezione che conferma la regola) il numero di controlli e il battipenna, quasi sempre presente sulle Spirit I e decisamente assente nelle II (alla Spirit II nera nelle immagini è stato probabilmente agiunto, trattandosi forse di un prototipo). Mentre il modello I è ispirato ad una Junior e quindi consta di un solo volume ed un tono, la Spirit II ha un volume per ogni pickup, un controllo di tono generale e un classico selettore Gibson.

“Spirit XPL”

Un modello particolare di Spirit, la XPL, fu prodotto dal 1985 al 1986 con una particolare paletta presa in prestito dalla Explorer e un tremolo Kahler Flyer, con la probabile intenzione di far entrare la Gibson nel mercato delle Super Strat da rock metal. Questo modello di Spirit è di difficilissima reperibilità e ancor di più lo è la versione SR-71 con manico avvitato e ponte Floyd Rose, pickup in configurazione single-single-humbucker e una forma decisamente più strat style.

Strumento definibile raro, ha tra i suoi estimatori Chris Hayes, storico chitarrista di Huey Lewis & The News, che ne ha posseduti e suonati alcuni esemplari almeno fino agli inizi degli anni 90 (io stesso ricordo di averlo visto suonare continuamente una XPL nel tour italiano di Small World), la Spirit è in realtà una grande chitarra dalle grandi sonorità, leggerissima ed estremamente versatile, con i pickup Shaw che non fanno mai sentire la mancanza dei single coil perché estremamente puliti e dinamici, in buon ricordo dei PAF originali.

In conclusione si tratta del classico strumento ancora “dormiente” ma che, grazie anche al riscoperto amore per le Les Paul Double Cut, si sta già rivelando un ottimo investimento che si rivaluterà ulteriormente in un futuro molto prossimo.

Pickup e strumenti come questi la Gibson non ne ha mai più prodotti e purtroppo, date le condizioni in cui ormai versa il famoso brand, è anche probabile che non ne produca mai più.

Clicca il bottone sotto per sbloccare due interessanti video demo della Spirit.