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Mai come in questo momento ci rendiamo conto dell’importanza della memoria.
Quando la vera Epidemia è di inconsapevolezza, di ignoranza, di cieca e smarrita paura, come si può trovare una cura?

The Boss

E’ in momenti come questo, dove la realtà sembra sfuggirci, dove la vera storia viene stravolta, dove chi dovrebbe occuparsi del benessere e della salute dei popoli pare invece cospirare contro di essi, dove una teorica epidemia sanitaria si rivela invece essere un’epidemia di stupidità e inconsapevolezza, dove i nostri stessi fratelli diventano i nostri nemici, che ci si rende conto dell’importanza del ricordo.

Il ricordo di noi stessi in primis ma anche il ricordo della Storia Vera, che qualcuno deve assolutamente custodire da chi cerca di offuscarlo tanto fino a stravolgerlo.

Quando la vera Epidemia è di inconsapevolezza, di ignoranza, di cieca e smarrita paura come si può trovare una cura?

Cercano di dare una risposta al quesito i fratelli soggettisti Eddie e Chris Borey (in seguito autori dell’ottimo e niente affatto scontato Boss Level) e il regista Gonzalo López-Gallego (Apollo18, King of the hill) nel loro Open Grave che, come è tipico di questo sito, non è un film facile, non tanto da guardare quanto da interpretare.

Locandina del film

l maggior problema è che buona parte del pubblico non ha ancora chiaro il fatto che i film di genere fantastico, siano essi horror o fantascienza, vengono spesso utilizzati come parabole per raccontare verità più o meno astratte e che se si vuol cercare di capire cosa accade e cosa è in progetto di far accadere nel futuro geopolitico, bisogna necessariamente interfacciarsi a questo tipo di cinema, essendo in realtà praticamente solo pura invenzione il resto, soprattutto quello definito drammatico o addirittura basato su una storia vera.

In pratica “se vuoi vedere la realtà devi guardare il mondo attraverso te stesso e scoprirai il segreto della vera pietra filosofale”. Quindi servono talora delle chiavi di lettura che vanno studiate, analizzate e capite ma sostanzialmente la verità, che si crede celata, lo è in realtà solo davanti agli occhi dei popoli.

Ci vogliono quindi le chiavi ma soprattutto una mente attiva, cosa purtroppo piuttosta rara in una società di cervelli spenti come quella attuale, che è abituata al solo fracasso altrimenti l’attenzione cala durante i primi 5 minuti e in tal caso difficilmente andrà oltre i 10-15 minuti di visione.

Una breve sinossi

Un uomo si sveglia dentro ad una fossa comune piena di cadaveri, senza ricordare neppure il proprio nome. Una ragazza gli getta una fune e lo aiuta a trarsi in salvo.
In seguito l’uomo cammina fino ad una casa dove trova altri personaggi tutti quanti completamente senza memoria.
Senza perdere tempo in presentazioni, iniziano subito gli scontri dettati da smarrimento e paura. Dopo un po’ di ricerche scoprono le loro identità.

L’uomo che era nella fossa, che non ha carta d’identità, si chiama in realtà John Doe, il tedesco è Lukas e gli altri tre sono Sharon, Nathan e Michael. Non ci sono documenti per la donna muta, quella che ha salvato John.

Lukas continua ad essere ostile nei confronti di John, soprattutto quando il gruppo scopre un’immagine che li contiene tutti, ad eccezione di John, che si scoprirà chiamarsi invece Jonah.
Trovano poi anche un calendario che suggerisce che qualcosa accadrà tra due giorni (il 18), ma non ci sono note per indicare cosa.

Il gruppo inizia ad esplorare l’area circostante trovando corpi legati e flagellati e da qua in avanti comincerà a dipanarsi la matassa, fino all’evocativo finale che avverrà proprio il 18.

Sharlto Copley è John

Il film, come spesso accade a film o libri “scomodi”, è stato ipocritamente vietato ai minori di 18 anni negli Stati Uniti d’America per la presenza di «forte violenza, immagini disturbanti e linguaggio non adatto» – quando tutti sanno che si vede continuamente molto di peggio in una qualsiasi serie tv – ed è stato accuratamente stroncato dalla critica però è riuscito ad ottenere alcuni riconoscimenti in luoghi appropriati e sicuramente un giorno verrà riscoperto ed entrerà tra i cosiddetti film cult. Speriamo non sia già troppo tardi.

Ma intanto guardatevi il film e poi ne riparliamo.

Josie Ho è la ragazza muta

“Open Grave” (USA, Ungheria – 2013) di Gonzalo López-Gallego

Regia Gonzalo López-Gallego
Soggetto e sceneggiatura Eddie e Chris Borey
Produzione Atlas Independent
Interpreti Sharlto Copley: John / Jonah
Joseph Morgan: Nathan
Thomas Kretschmann: Lukas
Erin Richards: Sharon
Josie Ho: donna muta
Max Wrottesley: Michael
Fotografia José David Montero
Montaggio Gonzalo López-Gallego
Musiche Juan Navazo
Distribuzione Eagle Pictures (Italia)
Data di uscita

14 agosto 2013 (Italia)

Durata
102 minuti

 

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Riconoscimenti

• 2014 – Golden Trailer Awards
Candidatura per il miglior trailer horror

• 2014 – Festival internazionale del cinema fantastico della Catalogna
Candidatura per il miglior film

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