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Ispirata alla celebre Mandoguitar nei tempi in cui la Eko produceva per Vox, l’Auriga è uno splendido esempio di design italico, con le sue linee slanciate e ben proporzionate e la paletta “reverse” di derivazione Eko 700.

Lorenzo Tanini

L’anno di commercializzazione è il 1968 e solo a guardarla si viene proiettati in un’era fatta di feste beat, vestiti colorati e capelli a caschetto.

Augusto Pierdominici, l’uomo che guidò la Eko dopo la morte del fondatore Oliviero Pigini (tempi in cui un dirigente d’azienda doveva essere anche il suo designer di punta, esattamente come lo fu Pigini), fece certamente un lavoro eccellente, con questo strumento destinato al complesso Equipe 84.

La storia narra che Maurizio Vandelli abbia portato con sé in Eko una Gibson Firebird, chiedendo appositamente che lo strumento venisse realizzato con paletta “reverse” (capovolta).

Ispirata alla celebre Mandoguitar nei tempi in cui la Eko produceva per Vox, l’Auriga è uno splendido esempio di design italico, con le sue linee slanciate e ben proporzionate e la paletta, appunto, “reverse” di derivazione Eko 700.

I potenziometri, molto ben organizzati, seguono il profilo del body e sul corno trova posto il selettore dei pick-up, due single coil sovravvolti che esteticamente ricordano il design di quei Burns Trisonic resi famosi da Hank Marvin degli Shadows e dalla celebre Red Special di Brian May.

La parte elettronica è suddivisa in volume generale + volume e tono per ciascun pick-up, una configurazione piuttosto atipica per gli strumenti Eko, forse realizzata su richiesta del gruppo stesso. Il selettore è a slitta a tre posizioni.

Il tremolo è quello tipico delle solid body del periodo, il modello Eko 102, con la sua ampia e comoda leva stile Bigsby. Le chiavette sono di precisione, a bagno idraulico, marchiate Eko.

Il nomignolo Tavolozza (o anche Picasso) fu dato a causa della forma del body che ricorda appunto quello della tavolozza da pittura.

Furono prodotti 40 esemplari, più alcuni bassi e almeno un esemplare a 12 corde, visto anche in una foto con gli Equipe 84.

I legni utilizzati, da quel che è dato di capire, erano pioppo o ontano per il body, acero per il manico e palissandro ed ebano per la tastiera.

L’esemplare nelle foto è di proprietà del collezionista Simon Testamatta, che, comprensibilmente, non ha alcuna intenzione di separarsene: “Era in un armadio a casa di una signora anziana, l’ho pulita e messa con le altre della sua ‘categoria’, le Italiane.”

Clicca il pulsante e sblocca il video panoramica della Eko Auriga di Simon.

Il Basso Auriga

Chiudiamo aggiungendo alcune immagini del basso Auriga, anch’esso nelle tipiche colorazioni rosso e sunburst.

L’esemplare rosso dentro la custodia appartiene al nostro affiliato, il collezionista Sergio Lombardi, mentre quello nell’immagine con la Auriga chitarra è di proprietà di un altro nostro affiliato, il collezionista Jacques Charbit, creatore della celebre linea di pedali effetto Jacques Pedals.

Infine, troviamo un sunburst in una vecchia foto di gruppo proveniente dall’Argentina.

Per ulteriori informazioni sugli strumenti vintage Eko, si consiglia l’acquisto del libro di Remo Serrangeli.

Ringraziamenti

Si ringrazia Fetishguitars per l’utilizzo di alcune immagini.

C2V

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Join the discussion 2 Comments

  • Avatar of Maurizio Bassetto Maurizio Bassetto ha detto:

    Buongiorno,
    L’ Auriga rappresentata nellafoto di apertura dell’articolo, finitura sunburst è di mia proprietà, e ne vado fiero.
    L’ho ceduta assieme ad altre foto a Fetishguitars.com, per contribuire ad arricchire le immagini del sito.
    Grazie a Voi per averla pubblicata.
    Maurizio Bassetto

    • Avatar of C2V C2V ha detto:

      Ciao Maurizio, grazie a te per la foto che è stato un piacere poter ripubblicare. Se ne hai altre del tuo splendido strumento che ti farebbe piacere aggiungere, inviacele pure.

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